El Tango es macho

EL TANGO ES EL MACHO
di Sergio Suppa
Traduzione di Piero Leli

Dall’archivio della mailing list di cultura “Tangueros”.
Sergio Suppa è un medico argentino, nipote di emigranti italiani e belgi, che vive e lavora negli Stati Uniti. Insegna Tango ed è un esperto di storia e cultura del Tango. Il messaggio era inviato, nel 2001, alla mailing list internazionale di discussione Tango-L.


E’ per me interessante constatare come elementi della Cultura Argentina siano filtrati in altre comunità con l’esperienza del Tango. Mi riferisco a “Quello che le donne desiderano” [titolo di una discussione su Tango-L, n.d.r.].
Il macho argentino non corrisponde al concetto del macho di altre latitudini del nostro pianeta. Potrebbe persino essere l’opposto. In Argentina un uomo è macho se si preoccupa dei bisogni della donna che rispetta ed adora. La donna che conquisterà e sedurrà con determinazione e persistenza fino a possederla, sarà soddisfatta nei suoi bisogni spirituali e fisici, essendone lui diventato responsabile. Non abbandonerà quella donna a meno che non sia convinto di poterlo fare. Il macho, in altre luoghi, è identificato come qualcuno che seduce, abusa e abbandona le donne in modo egocentrico ed egoista. In Argentina quell’uomo è considerato come un “machista”, una canaglia, un uomo spregevole e cattivo.

L’ uomo e la donna hanno ruoli ben definiti nella società, l’uno non è più importante dell’altra e per entrambi è assolutamente necessario assicurarsi una stabilità di rapporto. L’uomo si fa carico, è amante e padre allo stesso tempo. Protegge e si assicura che la sensibilità della donna sia soddisfatta. La donna è femminile ed è questa la caratteristica che le da’ forza, lei porta amore, passione, comprensione e sostiene il rapporto, si fida e lo segue quando conduce; entrambi i membri, nei loro diversi ruoli, avanzano insieme, con uno che guida e l’altra che segue, senza competere. Sono coscienti delle rispettive funzioni e rispettano i rispettivi spazi.

C’e’ sempre una certa elettricità nell’aria, una specie di interazione fra gli uomini e le donne, manifestata con parole, galanterie, sguardi, atteggiamenti del corpo. Una donna cammina spostando il suo corpo con armonia e musicalità, ha bisogno della rassicurazione degli sguardi, delle galanterie e di altre espressioni di “caballerosidad” (l’atto di essere un uomo cortese) come aprirle le porte, permetterle di passare per prima, cedendole il posto a sedere nei trasporti pubblici, ecc.. L’uomo deve apparire rassicurante, sempre equilibrato e sicuro nei suoi movimenti. Questi elementi culturali sono sempre presenti e naturalmente ciò vale anche per il tango. In strada l’uomo cammina tenendo la signora verso il muro del marciapiede, mentre il suo posto è verso il bordo, dove potrebbe esserci il pericolo, in modo da proteggerla. Entrando nella milonga segue la donna che cammina davanti a lui e la guida con la sua mano. Le concede di sedersi dietro un piccolo tavolo in modo da proteggere le sue gambe. Mantiene con lei un contatto fisico, tenendole le mani, abbracciandola sulla spalla per comunicare agli altri uomini che è lui a provvedere ai bisogni di lei. Gli altri uomini rispettano ciò.

*Quando da solo nella milonga, si pone in una posizione discreta in modo che la signora che gli interessa possa vederlo ma, allo stesso tempo, senza imporsi, ponendosi sulla sua linea visiva, in modo che possa scegliere di ballare con lui, se lo desidera. Invitare alla danza fissando ed annuendo col capo ha una doppia espressione culturale. Da un lato è fatto per evitare l’imbarazzo del rifiuto in pubblico, dall’altro lato fa parte dell’eterno corteggiamento manifestato con gli sguardi. Quando balla è alla guida, ascolta la musica, la interpreta, trasferisce i suoi pensieri alla signora guidandola correttamente, si muove lungo la pista evitando il contatto con le altre coppie e, cosa più importante, la protegge e la rende sicura di ballare come preferisce.

Ricapitolando, signore e signori, questo è… …“Un macho argentino”.

Saludos..